Decoro, povertà, ricchezza

Bene hanno fatto alcuni commentatori a mettere in guardia la pubblica opinione dalla smania che alcuni sindaci dimostrano di voler essere in prima linea nella lotta per la sicurezza e il “decoro” mettendo sotto tutela il cd. “accattonaggio”. Non che la sicurezza non debba essere tra i primi affanni degli amministratori. Ciò che colpisce è che la sicurezza è confinata ad un problema di ordine pubblico, di cui i sindaci, grazie ad una legislazione bipartisan, possono essere protagonisti.

Il tema, come noto, non è affatto prettamente giuridico. Il tema è centrale per gli storici delle idee e delle pratiche della repressione sociale, per i filosofi morali e i sociologi.

Mendicanti e poveri venivano spesso criminalizzatie posti al di fuori della “civiltà”, finendo per circoscrivere una larga fetta di umanità che, come ha scritto Tommaso d’Aquino, “si può comandare”. E infatti oggi i sindaci possono “comandare” ai mendicanti di rendersi invisibili, almeno nelle zone ove il “decoro”, più che la sicurezza, è necessario e soprattutto funzionale all’economia del turismo.

I mendicanti possono dunque vivere la loro povertà o privatamente o nelle “periferie”, dove, per fortuna, i rampolli delle famiglie “bene” non scorrazzano per divertirsi durante la notte.

Se proprio la comunità deve farsi carico dei poveri, che lo faccia appunto in zone periferiche. Anche se in verità in un paese di cattolici sarebbe bene che di queste cose se ne occupasseappunto la Chiesa, che è nata proprio per questo. Che altro ruolo le rimarrebbe, altrimenti, nella società capitalistica?Se poi lo “stato sociale” va tagliato, così da creare un mercato del lavoro ben flessibile, dove cioè non vi sia più alcun diritto, dove altro potrebbero andare questi mendicanti?

E poi: vuoi mettere la soddisfazione che provoca fare direttamente la beneficienza, cioè poter scegliere chi aiutare e chi no? Sì è vero, non siamo ancora ne gli USA, dove non esiste più nemmeno l’intermediazione della Chiesa in questo settore, così che la beneficienza segue il colore della pelle. In Italia il fenomeno ha preso un verso particolare:infatti, dove collocarlo altrimenti il rampollume di seconda o di terza generazione, se non come “manager” di qualche pietosa onlus o fondazione?Ma vedrai che anche se fatta con discrezione (così almeno dicono le Scritture), la beneficienza rende ben riconoscibili: e sta a vedere che prima o poi ne nascono (finalmente!) affari, da tutte queste conoscenze e frequentazioni e convitti e associazioni.

Mi piacerebbe, un giorno, che una giunta cittadina, spronata dalla cittadinanza attiva, arrivasse a decretare indecorosa la ricchezza, invece che la povertà.

Non si deve fraintendere, tuttavia. Già, perché intuisco il commento del benpensante medio, esponente fulgido di un certo tipo di borghesia. Rispondo: mi spiace, ma l’ideale egualitario, pauperistico e antitecnologico era tipico del socialismo utopistico, non di quello moderno. Che agogna aduna società di ricchi, non di poveri; che intende affermare l’individualismo, ma di un tipo ben differente da quello capitalistico; che considera la tecnologia non come la fine dell’occupazione e del lavoro, ma come il presupposto di un profondo e inevitabile cambiamento dell’organizzazione sociale; che promuove il consumo e il consumismo, ma non come segno e strumento di prevaricazione tra individui e tra umanità e natura.

Certo, mio caro benpensante: la pratica ha messo in luce che qualche problema esiste nel perseguire questi obiettivi, tanto più se le sperimentazioni avvengono in paesi arretrati e i privilegiati non cedono il passo civilmente. Ma se parliamo di pratica, allora dovremmo andare a vedere minuto per minuto anche quella che ha partorito l’individualismo capitalistico nelle sue multiformi manifestazioni.

La ricchezza in sé non è indecorosa. Indecorosa può essere la sua origine. Indecoroso è che accanto ai ricchi ci siano dei poveri. Indecorosa è la ricchezza che non può esistere senza la povertà e che si dilata solo grazie ad essa.

E dunque assalgono i dubbi. Vuoi vedere che quanto più indecorosa è la ricchezza, quanto maggiore l’impulso a nascondere la povertà? Vuoi vedere che esiste ancora chi pensa che i mendicanti non abbiano un tetto sotto il quale vivere perché non esistono abbastanza abitazioni? [Luca Michelini]

Un commento Aggiungi il tuo

  1. ecoinformazioni ha detto:

    L’ha ribloggato su .

    Mi piace

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