Ubriachi tra le fila dell’opposizione a Palazzo Cernezzi

Sui social impazzano le confessioni e i pentimenti politici, ovviamente nella sinistra. Tra gli ultimi, non per importanza, quella di un dirigente del Pd che, a proposito del periodo renziano, parla di “ubriacatura collettiva”, da cui pare si sta uscendo in questi minuti, se non secondi. 

Un improbabile governo con i Gialli incombe e dunque è meglio riposizionarsi. Una volta avviato un robusto trasformismo alleandosi con FI, perché ora fare i preziosi con il movimento di Grillo? Perché regalare i Gialli al centro destra? Opportunamente sui social qualcuno osserva che l’ubriacatura è stata goduta pienamente al momento della scelta delle candidature, ad ogni livello. Ma si sa, le conversioni hanno tempistiche insondabili e comunque meglio troppo tardi che mai. Ora la Repubblica chiama alla responsabilità. Perfino la scelta del candidato alle comunali pare sia stato un grosso abbaglio: si deve guardare agli umili, non più a quegli snob dei ceti privilegiati.

Diciamo che se la politica fosse una cosa seria, la presa di coscienza dovrebbe essere credibile e, soprattutto, responsabile: e dunque si dovrebbe cedere il passo ad altri, anche dimettendosi dal consiglio comunale. Oppure si ritiene che si possa dirigere anche solo un’automobile dopo una sbornia durata – quanti anni? –, beh almeno 3 o 4. Pare però che non sia in conto un gesto tanto eclatante: sia perché: che cosa vogliamo che sia dirigere un città, anche se dai banchi dell’opposizione?; sia perché, anche solo guardando il giardino di casa, esso è talmente disastrato che  tanto un’altra scissione ci sarà comunque.

Naturalmente ora il capro espiatorio è Renzi: a chi fa osservare che era da anni che si sarebbe dovuto cambiar rotta (anche se è tutto da dimostrare che chi lancia la pietra oggi l’abbia effettivamente lanciata ieri), e quindi prima di Renzi, si glissa. Come se il governo Letta o quello D’Alema o perfino quello di Prodi fossero rose e fiori.

Ecco a che cosa servono i social: ad avere una memoria cortissima; a cambiar di idee repentinamente appena gli scenari cambiano, rinunciando a comprendere che cosa modifica gli scenari. Ed è per questo che il voto continuerà a rimanere terribilmente liquido: milioni di cittadini in cerca di rappresentanza capace di proteggerli da un divenire incessante governato solo dal profitto e che fa piazza pulita di qualsivoglia legame sociale. E’ in questo contesto che un partito che oggi può risultare marginale e insignificante, domani, sol che avesse coraggio, potrebbe prendere in mano le sorti del Paese. Con i tempi che corrono, temo per farlo andare a schiantare. [Luca Michelini]

 

Un commento Aggiungi il tuo

  1. ecoinformazioni ha detto:

    L’ha ribloggato su .

    Mi piace

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